Coppia di fatto: separazione, mantenimento e affidamento figli

Oggi voglio parlarti di come funziona e cosa fare se convivi,hai figli e ti vuoi “separare”. Leggi con molta attenzione, una volta finito questo articolo ti sembrerà tutto più chiaro e saprai come muoverti.

Per prima cosa quando i partner non sono sposati non si parla di separazione intesa in senso stretto cioè di quel procedimento che viene instaurato dinnanzi al Tribunale e che costituisce il primo passo per ottenere lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

Se non siete sposati, dunque, non c’è bisogno di rivolgersi al Giudice ma è sufficiente stipulare una scrittura privata o raggiungere un accordo verbale per regolamentare i rapporti personali e patrimoniali.

Ad oggi, non esiste una legge che disciplina la separazione della coppia di fatto.

Nemmeno la recente Legge Cirinnà, che ha introdotto importanti novità per le coppie di fatto non ha previsto, in caso di rottura della relazione, una tutela al convivente economicamente più debole. Infatti, nel corpo della legge, non si prevede la corresponsione di un assegno di mantenimento a favore del convivente (leggi anche quima solo il diritto agli alimenti il cui importo sarà commisurato alla durata della convivenza. Puoi approfondire l’argomento leggendo questo articolo.

Diverso è il caso se dalla vostra relazione sono nati dei figli. Di seguito ti spiego perché.

Come funziona per il mantenimento dei figli?

Prima di rispondere a questa domanda voglio ricordarti che la legge (parlo della legge n. 219/2012 in vigore dal 1 gennaio 2013) ha equiparato i figli nati da una coppia di fatto a quelli di una coppia legata dal matrimonio. Cosa significa questo? Significa che i genitori, siano o meno coniugati, hanno i medesimi diritti e doveri nei confronti dei figli.

Oltre a ciò la legge ha abolito le differenze in materia successoria e ha modificato la competenza processuale. Adesso competente a risolvere le questioni relative all’affidamento e al mantenimento dei figli, sia di coppie sposate che di fatto, è il Tribunale ordinario cioè il Tribunale del luogo dove risiedono i figli e non più il Tribunale dei Minorenni.

Questo non significa che, se una coppia di fatto decide di separarsi, deve obbligatoriamente rivolgersi al Tribunale per risolvere le questioni suddette, ma è sicuramente preferibile se si vuole essere maggiormente tutelati.

Una semplice scrittura privata infatti non è in grado di obbligarvi giuridicamente mentre i provvedimenti del Tribunale sono vincolanti e permettono di agire in giudizio nel caso in cui uno dei due non rispetti quanto stabilito ad esempio non paga il mantenimento stabilito o non rispetta i giorni e gli orari previsti.

Fatta questa necessaria premessa è opportuno soffermarci sulla questione riguardante il mantenimento dei figli nati da un’unione di fatto.

Anche se non siete sposati non potete esimervi dall’obbligo del loro mantenimento.

Come ho spiegato in questo articolo (L’obbligo di mantenimento dei figli), i genitori devono provvedere alle necessità dei figli in misura proporzionale alle rispettive capacità reddituali ed economiche. Il Giudice dopo aver confrontato le diverse posizioni dei due ex conviventi deciderà chi tra i due è tenuto a corrispondere l’assegno di mantenimento e la misura dello stesso.

Per stabilire l’importo dell’assegno il giudice deve anche prendere in considerazione il tenore di vita goduto dai figli durante la convivenza. Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere anche questo articolo: Assegno di mantenimento per i figli: come si calcola?

Oltre al mantenimento deve essere decisa anche la questione relativa alle spese straordinarie spese straordinarie, stabilite di solito nella misura del 50% a carico di entrambi i genitori. Questi costi sono correlati alle esigenze di crescita del bambino e si caratterizzano per la loro imprevedibilità e occasionalità (gite, spese dentistiche, concerti, sport, spese mediche ecc).

Come funziona per l’affidamento dei figli?

Come già detto, la tutela dei figli prescinde dal fatto che i genitori siano sposati o meno. Questo significa che ai figli nati da un’unione di fatto vengono riconosciuti gli stessi diritti dei figli nati dal matrimonio come il diritto alla bigenitorialità.

Anche in questo caso quindi la scelta deve essere quella dell’affidamento condiviso salvo casi eccezionali in cui si deve optare per l’affidamento esclusivo.

Come ho detto in precedenza, se i genitori non sposati, vogliono formalizzare l’accordo sull’affidamento e il mantenimento dei figli, dovranno presentare un ricorso al Tribunale. Tra le condizioni però non potranno essere inserite richieste relative agli aspetti personali e patrimoniali della coppia (per esempio divisione dei beni, assegno di mantenimento ecc.) in quanto essi, mancando il vincolo matrimoniale, ad oggi non trovano tutela nel nostro ordinamento.

Consigli pratici:

Come ti ho anticipato sopra, il ricorso per l’affidamento dei figli è facoltativo potendo bastare, laddove funzioni, l’accordo privato tra i genitori. Ma se non riesci a trovare un accordo con il tuo/la tua ex la cosa migliore che tu possa fare per tutelare te e i tuoi figli è rivolgerti al tuo legale di fiducia e depositare un ricorso al giudice nel quale esporrai le condizioni per il mantenimento e l’affidamento dei vostri figli.

Bene! Siamo arrivati alla fine di questo articolo nel quale ti ho illustrato quali sono le conseguenze se vuoi interrompere o hai interrotto la relazione con il tuo partner e quali sono i passi da fare se avete dei figli in comune. Ora ti chiedo proprio di commentare: che difficoltà hai avuto nel raggiungimento dell’accordo con il tuo ex? Cosa avete deciso in merito all’affidamento e il mantenimento dei figli? E cosa avete deciso di fare con la casa in comproprietà? Condividi con la tua esperienza (che potrà essere utile a molti), lasciando un commento nel box qui sotto.

A presto

Federica Canigiani – Avvocato di famiglia

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